E' disponibile il libro edito da Golem Edizioni:

Un ulivo per ricordare e celebrare la vita.

Il progetto editoriale a cura del gruppo salutearte raccoglie, restituisce e riconosce il grande valore umano alle narrazioni e alle storie, scritte di proprio pugno dai pazienti, dai familiari e dai sanitari che hanno vissuto l'esperienza pandemica.

Il volume vede la straordinaria collaborazione di Marco Aime, professore di antropologia culturale a Genova, il prezioso contributo del Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute DoRS (Dr. Claudio Tortone, Dr. Silvano Santoro e la psicologa Rita Longo) e la preziosa collaborazione di Fondazione la Stampa - Specchio dei Tempi.

Un progetto editoriale secondo la metodologia di Teatro Sociale e di Comunità come azione partecipata e condivisa da e per la comunità dei curati, dei curanti e del mondo della cultura e dell'arte del territorio. Tutti insieme in cammino verso una feconda alleanza nel nome di una nuova antropologia ecologica della felicità.

 

Per avere il libro fare riferimento all'Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'A.O. Ordine Mauriziano di Torino al numero. 0115082953 dalle ore 8,30 alle ore 13,30 e dalle ore 14,00 alle ore 15,30 dal lunedì al venerdì.; oppure direttamente a Pino Fiumanò 3493008070.

A breve il video del Rito del 2 luglio 2021!

La morte è un debito verso la Terra.  

La morte è un debito verso la terra. Tutti dobbiamo pagarlo, ciascuno per conto proprio, ma solitamente veniamo accompagnati da chi ci ha voluto e continuerà a volerci bene.

 

L’uomo è l’unico animale che non abbandona i propri morti.

 

È accaduto però, che nei mesi precedenti fossimo stati costretti a farlo. E la fine di una vita cara è diventata ancora più pesante. Perché quella fine di solito ci muove a due momenti rituali: uno privato, nell’intimità della famiglia, e uno pubblico, dove a dare ancora un saluto siamo tutti, gli amici, i vicini, i conoscenti… la comunità.

 

È questo che è venuto a mancare ed è a questa assenza che vogliamo porre un piccolo rimedio. Un po’ in ritardo, è vero, ma chi non è più qui saprà perdonare.

 

Quello che conta è essere qui tutti insieme, a condividere un breve momento, in un piccolo spazio, che però diventano importanti, perché siamo qui, chi ha perso qualcuno e chi lo ha accompagnato fino all’ultimo.

 

Due sofferenze, grandi, che si incontrano oggi in un giardino, a dire tutti insieme: “noi non dimentichiamo”.

C’è solo stato un piccolo ritardo. 


#QUANDOTUTTOSARAFINITO.

 

Carissimi voi tutti, innanzi tutto come state?

Spero tutto bene per tutti.

In questo periodo una domanda che sembra quasi banale assume, in realtà, un ben più ampio e profondo significato.

Come si sta al tempo della pandemia a modificare abitudini e comportamenti, a capovolgere priorità e scale di valori?

 

Dopo più di un anno siamo ancora disposti a fare sacrifici?

 

Abbiamo riscoperto emozioni come la paura e la rabbia e sentimenti sopiti legati alla nostra e all’altrui fragilità di fronte alla malattia, alla sofferenza e alla morte. Siamo stanchi, stremati, non ne possiamo più!

 

Quali ancora le certezze? 

 

Prima fra tutte quella che la pandemia finirà. Ce lo insegna la storia. Un giorno potremmo voltarci indietro e vederla alle nostre spalle. E’ vero non sappiamo dire con certezza quando finirà, se la campagna vaccinale sarà efficace, non sappiamo ancora dire quanto dura la protezione immunitaria e non sappiamo esattamente neppure quali proporzioni avrà la coda pandemica sul piano dell'economia mondiale, sulle dis-uguaglianze, sulla salute psico-fisica-sociale di tutti noi. E' un'esperienza che dobbiamo attraversare, passarci attraverso. Alla fine del tunnel ne usciremo tuti nudi, ognuno con le proprie debolezze e le proprie fragilità.

Sappiamo con certezza che dopo, quando tutto sarà finito, perché finirà, nulla e nessuno sarà come prima. Tutti avremo avuto la possibilità di essere migliori o peggiori. Non possiamo sottrarci alla prova! Qualcuno darà il peggio di sé, per scelta o per debolezza e qualcun altro avrà ritrovato il senso profondo del vivere, la propria bellezza e unicità per farne dono agli altri, alla comunità umana. L’unica possibilità di buon senso che abbiamo è restare assieme, uniti da una empatia ritrovata, chiamati a ricostruire l'umanità nuova attorno al bene comune, senza esclusioni; cancellando quelle troppe e troppo profonde dis-uguaglianze in nome di una nuova antropologia ecologica della felicità che ci insegna che non si può essere felici da soli. La tua felicità coincide con la mia, il resto e pura illusione. Siamo chiamati ad un grande patto fra generazioni, fra paesi e continenti, fra ricchi e poveri. Questa è l’ora della solidarietà, dell’umiltà, dell’ascolto, del prendersi cura gli uni gli uni gli altri, l’ora di chiederci scusa per gli errori commessi. E' questa l’ora della generosità e di riscoprirci tutti profondamente connessi in ciò che di più sacro abbiamo: la nostra profonda umanità e la casa comune che co-abitiamo.

 

Quanto ci mancano alcuni gesti semplici coma abbracciare un amico e un proprio caro, la propria compagna, il proprio compagno, i propri figli, nostra madre o nostro padre? Qual è il valore che sta dietro una stretta di mano ad un bacio? Quella fisicità che è parte fondante delle relazioni fra di noi?

Oggi siamo chiamati a praticare una certa “lontananza” a mantenere le “distanze”, la "separatezza" a diffidare del vicino eppure stiamo ri-scoprendo quanto siamo interconnessi e dipendenti gli uni dagli altri, ci riscopriamo vicini, così vicini che da un “mio” gesto, un mio comportamento dipende il bene, la salute e la vita di molti e viceversa. Questo tempo ci sta insegnando il senso di responsabilità, che è alla base di una vera comunità. Ci riscopriamo comunità nostro malgrado.

E questo vale per gli individui, i gruppi, le comunità per gli stati e i continenti.

 

Quando tutto sarà finito vogliamo e dobbiamo fare festa, ritrovarci per ri-guardarci negli occhi, senza mascherina questa volta, per dirci grazie, per chiederci scusa e perdonarci, per ritornare a stringerci la mano, abbracciarci e celebrare ognuno e ciascuno il cambiamento piccolo o grande che ci riguarda come individui e come comunità umana.

 

Dobbiamo lavorare fin da ora per preparare la "festa", una grande festa, una festa memorabile nella nostra storia.

Costruiamo tavoli reali e virtuali ai quali sederci e ritrovarci assieme a condividere esperienze, competenze, professionalità, risorse, tempo e spazi, per mescolare le idee, raccogliere testimonianze, bisogni, risorse...il futuro è oggi!

 

Alimentare la speranza! Oggi! Adesso! L’antidoto migliore, il vaccino più efficace contro la paura, lo sconforto, la depressione, la sofferenza, il dolore, la morte! Contro le dis-uguaglianze, la fame, la povertà.

Lavoriamo insieme ad immaginare il futuro…

Perché lo dobbiamo ai bambini, alle nuove generazioni.  

  

 

#IOMILAVOLEMANI E RESTO A CASA    COVID-19. Difendiamoci con arte #MANINALTO. Dal COVID-19 stiamo imparando a difenderci senza eccessive paure e con “arte”.

Il Ministero della Salute e l’autorità sanitaria regionale trovandosi a dover affrontare l’emergenza sanitaria determinata dalla presenza sul territorio nazionale e regionale del nuovo e “virulento” COVID-19 hanno emanato alcune importanti disposizioni per contrastarne la diffusione. Fra queste oltre a restare a casa ed evitare ogni tipo di assembramento mantenendo le distanze di sicurezza c'è un comportamento semplice ma molto efficaci e alla portata di tutti: il “lavaggio delle mani”. L’O.M.S. ci ricorda, non da oggi, che lavarsi le mani, semplicemente con acqua e sapone o utilizzando sostanza idroalcoliche, è l’arma più efficace per ridurre le infezioni, e quindi il contagio e la velocità di diffusione della malattia nella popolazione. #MANINALTO è un’azione educativa rivolta ai bambini delle scuole dell’Infanzia e delle primarie, che coinvolge i bambini insieme ai genitori e agli insegnanti nel gioco del teatro sociale per abituare i nostri figli al gesto del lavarsi le mani in modo corretto ed efficace. Ideatore del progetto il Dr. Salvatore Piazza, chirurgo vascolare presso l’A.O. Ordine Mauriziano e socio Lions del Lions Club Torino Solferino che insieme ad altri nove club del distretto 108 IA1, promuovono e sostengono #MANINALTO.  Segue il progetto l’A.O. Ordine Mauriziano di Torino (Diretto Generale Dr. Maurizio Dall’Acqua) e collabora attivamente alla sua realizzazione il gruppo aziendale salutearte mauriziano (referente Dr. Pino Fiumanò) garante per la metodologia del progetto di teatro sociale e di comunità, best practice europea, anche nei contesti sanitari ed educativi, per le buone pratiche che promuovono la salute ed il ben-essere attraverso l’arte ed il teatro. #MANINALTO nasce attorno ad una nuova consapevolezza emersa e validata dalle evidenze scientifiche riconosciute dall’O.M.S. e dai recenti progressi scientifici delle neuroscienze: il nostro cervello è fatto per trarre maggiore profitto più da quello che “facciamo”, meglio se in un contesto giocoso e di condivisione, (il fare insieme, l’esperienza condivisa) che non da quello che sentiamo e ascoltiamo (la lezione frontale, la teoria).

#MANINALTO ha per attori alcuni simpatici ed originali personaggi quali il Dottor Gel, Sherlock Soap e le sue due agenti “Milavo” e “Lemani”, nati originariamente da una idea dell’associazione culturale Compagnia del Caffè di Torino ed ora re-interpretati e inseriti in un nuovo setting metodologico da operatori sanitari del gruppo salutearte mauriziano che accompagnano i piccoli protagonisti in una avvincente indagine.

Ad oggi il progetto #MANINALTO, dopo i primi riscontri positivi in alcune scuole del territorio nel 2016/2017, ha interessato 24 scuole (di cui 21 elementari e 3 materne) 131 classi (127 elementari - 4 materne).

Le scuole dove già abbiamo attuato il progetto nei precedenti anni:

Scuola Primaria Carlo Casalegno e succursale Don Milani - Torino

Scuola Aristide Gabelli - Torino

Scuola G.E. Pestalozzi - Torino

Scuola Paritaria Sant'Anna - Torino

Scuola Paritaria BEST - Torino

Scuola Paritaria Istituto Maria Consolatrice - Torino

Scuola Giulia Falletti di Barolo - Torino

Scuola M. Coppino - Torino

Scuola F. Rignon - Torino

Scuola G. Matteotti - Rivoli

 

Quest'anno, prima dell’emergenza sanitaria, a tutt’oggi in essere, erano in programma 18 scuole - 61 classi - 1200 bambini:

 

TORINO

Istituto Comprensivo statale Alvaro-Gobetti + plesso Sclarandi

Istituto Comprensivo statale Vivaldi-Murialdo

Scuola Aristide Gabelli

Scuola G.E. Pesatori

Scuola Paritaria BEST

Scuola Paritaria Protette San Giuseppe

 

RIVOLI

Istituto comprensivo Gobetti- Cavour

Scuola Matteotti-Perone

Scuola Andersen (materna)

Scuola Casa del Sole (materna)

Istituto comprensivo Gozzano

 

CUMIANA

Scuola elementare Cumiana

Scuola elementare Pieve

Scuola elementare Roletto

Scuola elementare Frossasco

 

MAPPANO

Scuola paritaria San Michele Arcangelo (materna)

 

BARDONECCHIA

Scuola elementare

Il prossimo appuntamento, ora sospeso dopo la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria

Era stato fissato a martedì 10 marzo 2 incontro (dei 3 programmati) presso:

la scuola Gobetti e la scuola Vivaldi Murialdo.

 

Non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno #MANINALTO continuerà il percorso educativo nelle scuole del territorio con gli allievi i genitori e gli insegnanti.

Considerato quanto detto fino a qui restiamo a disposizione al fine di poter condividere con voi #MANINALTO all’interno di un disegno strutturale capace di maggiore capillarità sul territorio e maggior di valore in termini culturali, di educazione sanitaria e di promozione della salute, per tutti a cominciare dai più piccoli ovvero gli adulti di domani.

Ceti di un vostro gentile riscontro: Dr. Salvatore Piazza, Dr. Pino Fiumanò

Per info:

Salvatore Piazza salpiazza@yahoo.it  www.lions108ia1.it

 

Pino Fiumanò pinofium8b6@msn.com  www.salutearte.it


UN TEATRO ANTROPOLOGICO SULLA SCENA DELLA CURA

IL LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE ...

E' in corso il Laboratorio di Teatro Sociale con gli anestesisti e gli infermieri dei due servizi di Rianimazione dell'A.O. Ordine Mauriziano.

Stiamo lavorando insieme semplicemente col corpo che si muove nello spazio...a costruire e rafforzare alcune skills strategiche per i professionisti della cura...

 

..."la difficoltà sta nel guardare negli occhi l'altro e stare attenti allo stesso momento a tutti gli altri" 

..."Mi è piaciuto danzare  e fare danzare gli altri con me"

..."col bastoncino era più difficile...non era solo un gioco ... era resistere insieme a un mondo pieno di insidie"

..."guardarsi negli occhi è stato emozionante e quando si lavora tutti insieme per un unico obiettivo il risultato non può che essere ottimo"


Cultura, Teatro, Partecipazione e Salute

Quando medici e infermieri abbracciano i loro pazienti: non abbiamo bisogno di più macchinari ma di maggiori segni di umanità