#QUANDOTUTTOSARAFINITO.

 

Carissimi voi tutti, innanzi tutto come state?

Spero tutto bene per tutti. Certo in questo periodo questa che sembra una domanda banale assume in realtà ben più ampio e profondo significato.

Come si sta al tempo del COVID-19 a dover modificare repentinamente e senza preavviso (chi lo avrebbe solo immaginato lo scorso Natale) le nostre abitudini e i nostri comportamenti? In che modo ciascuno di noi ha modificato le sue priorità e la sua scala di valori?

Siamo disposti a fare sacrifici, a essere generosi?

 

Riscopriamo emozioni come la paura e sentimenti che avevamo dimenticato legati alla nostra e all’altrui fragilità di fronte alla malattia, alla sofferenza e alla morte. 

Di fronte a questa emergenza senza precedenti dobbiamo ancorarci ad alcune, poche, certezze. Prima fra tutte quella ineluttabile che l’infezione pandemica da COVID-19 finirà. Un giorno potremmo voltarci indietro e vederla alle nostre spalle. E’ vero non sappiamo dire con certezza quando finirà e neppure cosa proveremo e cosa avremo provato davvero durante e dopo l’onda d’urto della sua massima espansione. Eppure sappiamo che non possiamo sottrarci ad essa. Dobbiamo attraversarla. Saremo messi a nudo ognuno con le proprie debolezze e le proprie fragilità, ognuno di fronte a sè stesso e all’altro.

Sappiamo con certezza che dopo, quando tutto sarà finito, nulla ma proprio nulla sarà, mai più, come prima. Tutti, ma proprio tutti, avremo avuto la possibilità di essere migliori. Non possiamo sottrarci al cambiamento pur sapendo che qualcuno fra noi rimarrà quello che era dando il peggio di sé, per scelta o per debolezza, non starà a noi dare giudizi. L’unica possibilità, sensata e di buon senso che abbiamo, è restare tutti uniti per costruire il bene comune rinunciando a perseguire i propri obbiettivi particolari, personali e professionali. Questa è l’ora della solidarietà professionale, dell’umiltà, dell’ascolto, del prendersi cura gli uni gli uni gli altri, l’ora di saper chiedere scusa e di mettersi a diposizione. L’ora della generosità e di riscoprirci tutti profondamente connessi in ciò che di più sacro abbiamo: la nostra umanità, fatta anche di fragilità che vanno accolte, ascoltate e sostenute.

 

Quanto ci mancano alcuni gesti semplici coma abbracciare un amico e un proprio caro, la propria compagna, il proprio compagno, i propri figli, nostra madre o nostro padre? Qual è il valore che sta dietro una stretta di mano o un bacio? Quella fisicità che è parte integrante delle relazioni fra di noi?

Oggi siamo chiamati a praticare una certa “lontananza” a mantenere le “distanze” eppure, sembra quasi paradossale, scopriamo quanto siamo interconnessi e dipendenti gli uni dagli altri, ci riscopriamo vicini, così vicini che da un “mio” gesto dipende il bene di molti e viceversa. Questo tempo ci sta insegnando il senso di responsabilità, che è alla base di una vera comunità, ci riscopriamo comunità nostro malgrado.

 

Quando tutto sarà finito vogliamo e dobbiamo fare festa, ritrovarci per guardarci negli occhi, per dirci grazie gli uni agli altri, per ritornare a stringerci la mano ed abbracciarci e a celebrare ognuno e ciascuno il cambiamento piccolo o grande che ci riguarda come individui e come comunità. Stiamo lavorando fin da ora a organizzare e preparare la festa, perché una grande festa ci sarà per tutti e con tutti.

Chiunque volesse condividere esperienze, competenze, professionalità, risorse, tempo e spazi è assolutamente il benvenuto. Abbiamo bisogno anche di voi.

 

Pensiamo che dare speranza, alimentarla sia oggi l’antidoto migliore e più efficace contro la paura, vero flagello da sconfiggere e lasciare andare. Per questo vi chiediamo di lavorare insieme ad immaginare e costruire il nostro futuro…il modo migliore per seminare la speranza…immaginiamo una grande festa comunitaria dove poterci incontrare, guardare negli occhi, ringraziarci, riconoscerci, stringerci la mano ed abbracciarci.

 

 

E’ la festa che tutti meritiamo ed aspettiamo quale segno di profondo cambiamento…perché dopo nulla sarà più come prima.

#IOMILAVOLEMANI E RESTO A CASA    COVID-19. Difendiamoci con arte #MANINALTO. Dal COVID-19 stiamo imparando a difenderci senza eccessive paure e con “arte”.

Il Ministero della Salute e l’autorità sanitaria regionale trovandosi a dover affrontare l’emergenza sanitaria determinata dalla presenza sul territorio nazionale e regionale del nuovo e “virulento” COVID-19 hanno emanato alcune importanti disposizioni per contrastarne la diffusione. Fra queste oltre a restare a casa ed evitare ogni tipo di assembramento mantenendo le distanze di sicurezza c'è un comportamento semplice ma molto efficaci e alla portata di tutti: il “lavaggio delle mani”. L’O.M.S. ci ricorda, non da oggi, che lavarsi le mani, semplicemente con acqua e sapone o utilizzando sostanza idroalcoliche, è l’arma più efficace per ridurre le infezioni, e quindi il contagio e la velocità di diffusione della malattia nella popolazione. #MANINALTO è un’azione educativa rivolta ai bambini delle scuole dell’Infanzia e delle primarie, che coinvolge i bambini insieme ai genitori e agli insegnanti nel gioco del teatro sociale per abituare i nostri figli al gesto del lavarsi le mani in modo corretto ed efficace. Ideatore del progetto il Dr. Salvatore Piazza, chirurgo vascolare presso l’A.O. Ordine Mauriziano e socio Lions del Lions Club Torino Solferino che insieme ad altri nove club del distretto 108 IA1, promuovono e sostengono #MANINALTO.  Segue il progetto l’A.O. Ordine Mauriziano di Torino (Diretto Generale Dr. Maurizio Dall’Acqua) e collabora attivamente alla sua realizzazione il gruppo aziendale salutearte mauriziano (referente Dr. Pino Fiumanò) garante per la metodologia del progetto di teatro sociale e di comunità, best practice europea, anche nei contesti sanitari ed educativi, per le buone pratiche che promuovono la salute ed il ben-essere attraverso l’arte ed il teatro. #MANINALTO nasce attorno ad una nuova consapevolezza emersa e validata dalle evidenze scientifiche riconosciute dall’O.M.S. e dai recenti progressi scientifici delle neuroscienze: il nostro cervello è fatto per trarre maggiore profitto più da quello che “facciamo”, meglio se in un contesto giocoso e di condivisione, (il fare insieme, l’esperienza condivisa) che non da quello che sentiamo e ascoltiamo (la lezione frontale, la teoria).

#MANINALTO ha per attori alcuni simpatici ed originali personaggi quali il Dottor Gel, Sherlock Soap e le sue due agenti “Milavo” e “Lemani”, nati originariamente da una idea dell’associazione culturale Compagnia del Caffè di Torino ed ora re-interpretati e inseriti in un nuovo setting metodologico da operatori sanitari del gruppo salutearte mauriziano che accompagnano i piccoli protagonisti in una avvincente indagine.

Ad oggi il progetto #MANINALTO, dopo i primi riscontri positivi in alcune scuole del territorio nel 2016/2017, ha interessato 24 scuole (di cui 21 elementari e 3 materne) 131 classi (127 elementari - 4 materne).

Le scuole dove già abbiamo attuato il progetto nei precedenti anni:

Scuola Primaria Carlo Casalegno e succursale Don Milani - Torino

Scuola Aristide Gabelli - Torino

Scuola G.E. Pestalozzi - Torino

Scuola Paritaria Sant'Anna - Torino

Scuola Paritaria BEST - Torino

Scuola Paritaria Istituto Maria Consolatrice - Torino

Scuola Giulia Falletti di Barolo - Torino

Scuola M. Coppino - Torino

Scuola F. Rignon - Torino

Scuola G. Matteotti - Rivoli

 

Quest'anno, prima dell’emergenza sanitaria, a tutt’oggi in essere, erano in programma 18 scuole - 61 classi - 1200 bambini:

 

TORINO

Istituto Comprensivo statale Alvaro-Gobetti + plesso Sclarandi

Istituto Comprensivo statale Vivaldi-Murialdo

Scuola Aristide Gabelli

Scuola G.E. Pesatori

Scuola Paritaria BEST

Scuola Paritaria Protette San Giuseppe

 

RIVOLI

Istituto comprensivo Gobetti- Cavour

Scuola Matteotti-Perone

Scuola Andersen (materna)

Scuola Casa del Sole (materna)

Istituto comprensivo Gozzano

 

CUMIANA

Scuola elementare Cumiana

Scuola elementare Pieve

Scuola elementare Roletto

Scuola elementare Frossasco

 

MAPPANO

Scuola paritaria San Michele Arcangelo (materna)

 

BARDONECCHIA

Scuola elementare

Il prossimo appuntamento, ora sospeso dopo la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria

Era stato fissato a martedì 10 marzo 2 incontro (dei 3 programmati) presso:

la scuola Gobetti e la scuola Vivaldi Murialdo.

 

Non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno #MANINALTO continuerà il percorso educativo nelle scuole del territorio con gli allievi i genitori e gli insegnanti.

Considerato quanto detto fino a qui restiamo a disposizione al fine di poter condividere con voi #MANINALTO all’interno di un disegno strutturale capace di maggiore capillarità sul territorio e maggior di valore in termini culturali, di educazione sanitaria e di promozione della salute, per tutti a cominciare dai più piccoli ovvero gli adulti di domani.

Ceti di un vostro gentile riscontro: Dr. Salvatore Piazza, Dr. Pino Fiumanò

Per info:

Salvatore Piazza salpiazza@yahoo.it  www.lions108ia1.it

 

Pino Fiumanò pinofium8b6@msn.com  www.salutearte.it

UN TEATRO ANTROPOLOGICO SULLA SCENA DELLA CURA

IL LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE ...

E' in corso il Laboratorio di Teatro Sociale con gli anestesisti e gli infermieri dei due servizi di Rianimazione dell'A.O. Ordine Mauriziano.

Stiamo lavorando insieme semplicemente col corpo che si muove nello spazio...a costruire e rafforzare alcune skills strategiche per i professionisti della cura...

 

..."la difficoltà sta nel guardare negli occhi l'altro e stare attenti allo stesso momento a tutti gli altri" 

..."Mi è piaciuto danzare  e fare danzare gli altri con me"

..."col bastoncino era più difficile...non era solo un gioco ... era resistere insieme a un mondo pieno di insidie"

..."guardarsi negli occhi è stato emozionante e quando si lavora tutti insieme per un unico obiettivo il risultato non può che essere ottimo"

Cultura, Teatro, Partecipazione e Salute

Quando medici e infermieri abbracciano i loro pazienti: non abbiamo bisogno di più macchinari ma di maggiori segni di umanità