La Mission

Portare Arte e Bellezza in ospedale come elementi culturali di Ben-Essere e Salute. Utilizziamo le Performing Arts in percorsi condivisi e partecipati  con i pazienti e i loro familiari, con gli operatori sanitari e la comunità.  Siamo impegnati a ri-orientare le politiche sanitarie al tema dell'Umanizzazione dei Luoghi e delle Relazioni di cura. Abbiamo scelto, per questo, di ricominciare dall'ascolto autentico della comunità e dalla voce dei dipendenti, dei pazienti e dei loro familiari. Costruiamo Reti e Riti della cura come alleanza strategica fra ospedale e società civile per favorire un rinnovato senso di appartenenza ad una mission comune e preparaci ad affrontare insieme le sfide che ci attendono. Pensiamo che la dimensione spirituale dell'uomo sia uno degli elementi determinanti per la Salute e il Ben-Essere delle persone al di là di ogni appartenenza, credo religioso o approccio filosofico all'esistenza. Crediamo che il materialismo, lo scientismo riduzionista e il capitalismo del controllo stiano, silenziosamente, svuotando di significato non solo i valori del nostro patto di convivenza, consumando e depauperando, a favore di una parte dell'umanità, le risorse del pianeta, ma finanche minando dalle fondamenta la nostra stessa umanità, il nostro libero arbitrio, in una parola le nostre coscienze, le nostre anime e i nostri spiriti. Ecco allora perché vogliamo riappropriarci attraverso i linguaggi della bellezza e dell'arte della nostra felicità, ovvero di ciò che ci rende quel prodigio della vita che si chiama uomo. Definiamo il nostro percorso di ricerca e di azioni una nuova "antropologia ecologica della felicità!"


Manifesto

 

Il teatro in ospedale: luogo della cura.

Il teatro e l'arte in genere, non hanno valore rispetto alla loro utilità. Il teatro è arte e creazione di bellezza e soprattutto per questo è salvifico e salutare. Vi è bellezza, in teatro, solo a partire dalla forma rivelatrice di senso, nelle materie, nello spazio, nella luce della scena, nella qualità della presenza dell’attore e nelle sue azioni, proprio quelle, in quel luogo, in quel tempo. Dare forma, trovare la forma, è l’atto creativo, generativo di un’opera d’arte, il sapere drammaturgico e ancestrale del teatro. Il teatro rappresenta, porta a presenza, lo fa dai tempi più lontani attraverso un racconto, una messa in scena, offrendosi così allo spett-Attore. E' la bellezza che rende il teatro atto creativo che trasforma e salva. L’arte del teatro ci stupisce, non è razionale, non è traducibile, non si spiega appunto, ma un guizzo dell’anima. Là dove la ragione è impotente, arretra, emerge quale atto di rivelazione la verità, quella più intima e nascosta, epifania di salvezza. L’abbraccio atteso e salutare del teatro con la salute ed il ben-essere resta un’esperienza umana affascinante e irriducibile; acquista senso ed è salutare, questo abbraccio, nella misura in cui è anche salvifico. Un giorno accade che alcuni professionisti della salute cominciano a domandarsi: cosa centra il teatro con la cura, col prendersi cura di sé e della persona malata? Non abbiamo risposte capaci di soddisfarci davvero! Sappiamo però che è un percorso da intraprendere e lo sappiamo ripercorrendo le storie e i racconti affollati di visi, di corpi, di parole, di silenzi, di dolore, di speranze a volte tradite, altre volte no. La vicinanza quotidiana alla malattia, alla sofferenza e alla morte illumina questo percorso personale, di gruppo, della comunità, ma non chiedeteci di spiegarlo perché allora non lo sappiamo più. Rappresentarlo, si possiamo farlo, insieme; mettersi in gioco, in ricerca, condividere progetti, riscoprire il  fattore umano della cura, il ruolo della cultura, dell'arte, del teatro per il nostro Ben-Essere e la nostra Salute. Ecco la necessità di una ricerca, destinata a durare nel tempo.
Perché il teatro dunque?

In teatro abbiamo ri-trovato il corpo, il simbolo, il rito, la maschera, il gioco del "come sé" e con essi quella sacralità del corpo e delle relazioni umane di cui intuivamo il senso profondo. Questo per ora ci basta.